Il Teatro-canzone, secondo il mio credo, è il tentativo di mettere insieme varie forme espressive: innanzi tutto la musica che è il mio quotidiano da sempre a cui vanno aggiunti monologhi di sapore vagamente teatrale, sketch un po’ surreali corredati da altri elementi: poster, campioni digitali di suoni, oggetti simbolici, il tutto per sottolineare con più forza i messaggi che voglio comunicare. Nel melodramma, nel cinema, nel musical confluiscono da sempre varie forme espressive, ma anche nel pop ci sono dei precedenti. Pensiamo a “E la barca tornò sola” di Renato Carosone o a “Eri piccola” e “Che bambola” di Fred Buscaglione o ai monologhi introduttivi ai brani che faceva Giorgio Gaber o, per andare fuori dall’Italia, alle performance di Peter Gabriel con i Genesis e da solo, ai suoi travestimenti. Ricordiamo “Shock the monkey” quando Gabriel dipingendosi una maschera stilizzata da scimmia, assumeva movenze da primate, arrampicandosi addirittura su una liana. Io, consapevole di essere un piccolo musicista di provincia, oltre a essere un artista del Sud-Italia (strano che il termine teatro-canzone sia stato coniato al nord) cerco una mia strada in questa direzione. Tutto qui! Tonino Borzelli